Ing. Marco Caruso

Standard VSME

Bilancio di sostenibilità per le PMI  

La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), ovvero la Direttiva UE 2022/2464, è stata introdotta con l'obiettivo di standardizzare e migliorare la qualità della rendicontazione di sostenibilità all'interno dell'Unione Europea. Questa normativa trasforma la trasparenza sui dati ESG (Ambientali, Sociali e di Governance) in un obbligo rigoroso, rendendo le informazioni sulla sostenibilità altrettanto rilevanti quanto quelle finanziarie.  

Chi deve applicare la CSRD

La platea delle aziende coinvolte si amplia gradualmente secondo quattro fasi principali:

  • Dal 2025 (anno fiscale 2024) - Società già soggette alla NFRD (grandi imprese quotate, banche e assicurazioni con oltre 500 dipendenti)
  • Dal 2026 (anno fiscale 2025) - Grandi imprese non quotate che superano almeno due dei seguenti criteri: 250 dipendenti,20 milioni di euro di patrimonioo 40 milioni di euro di ricavi netti
  • Dal 2027 (anno fiscale 2026) - PMI quotate (escluse le microimprese) e istituti di credito di piccole dimensioni
  • Dal 2029 (anno fiscale 2028) - Imprese extra-UE con un fatturato netto in UE superiore a 150 milioni di euro.

Il bilancio di sostenibilità

Sotto la CSRD, la rendicontazione non finanziaria diventa parte integrante della Relazione sulla Gestione. Deve essere redatta in formato elettronico XHTML e deve includere informazioni dettagliate sul modello di business, gli obiettivi di sostenibilità, il ruolo degli organi di amministrazione e l'impatto dell'azienda sul capitale umano e sociale.  

Vantaggi di un bilancio di sostenibilità per una PMI

Sebbene per le PMI la rendicontazione sia ancora volontaria, redigere un bilancio di sostenibilità offre benefici strategici e finanziari tangibili:  

  • Migliore accesso al credito: Gli istituti bancari utilizzano sempre più i dati ESG per valutare il rischio di credito. Le PMI trasparenti possono beneficiare di prestiti agevolati con sconti tra i 10 e i 30 punti base.
  • Integrazione nelle catene di fornitura: Le grandi aziende soggette alla CSRD richiedono dati ESG ai propri fornitori. Essere pronti con un report facilita il mantenimento o l'acquisizione di contratti con grandi player e la partecipazione ad appalti pubblici "verdi".
  • Reputazione e competitività: La trasparenza rafforza la fiducia di clienti, investitori e dipendenti, migliorando il posizionamento di mercato rispetto ai concorrenti meno virtuosi.
  • Efficienza gestionale: Il monitoraggio dei fattori ESG aiuta a ridurre i rischi operativi, migliorare l'uso delle risorse (energia, rifiuti) e ottimizzare i processi aziendali, portando a una riduzione dei costi nel lungo termine.  
Lo standard pensato per le PMI

Standard VMSE

Il VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs) è uno standard di rendicontazione volontario sviluppato dall'EFRAG su mandato della Commissione Europea. È stato progettato specificamente per le micro, piccole e medie imprese non quotate che non rientrano nell'obbligo della CSRD.  

Caratteristiche del VSME

  • Proporzionalità - È una versione semplificata degli standard ESRS utilizzati dalle grandi imprese, studiata per non gravare eccessivamente sulle risorse limitate delle PMI
  • Flessibilità - Permette alle aziende di iniziare con i dati essenziali e integrare dettagli progressivamente
  • Obiettivo strategico - Funge da "ponte" per aiutare le PMI a rispondere ai questionari di banche e partner commerciali in modo standardizzato e credibile
  • Assenza di obblighi complessi - A differenza degli standard per le grandi imprese, il VSME (nel suo modulo base) non richiede l'analisi della doppia materialità  
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